Messaggio dei Vescovi

alle Chiese di Sicilia

per il V Centenario della morte di SAN FRANCESCO di Paola

Frateili e sorelle carissimi, il 2 Aprile si compie il V Centenario della morte di San Francesco da Paola. La solenne ricorrenza ci spinge a sollecitare le nostre Chiese a riflettere sulla vocazione cristiana, sulla autentica adesione a Cristo e sulla coerenza col messaggio evangelico di cui Francesco si fa portavoce da oltre cinque secoli, anche attraverso i suoi figli spirituali della Famiglia dei Minimi. Nel suo infinito amore Dio suscita in ogni tempo uomini e donne disponibili e aperti all'azione dello Spirito, i quali, con totale adesione alla Parola rivelata, orientano la propria vita alla sequela di Cristo povero e servo dell'umanità, diventando suoi imitatori e facendo risplendere nella propria vita lo splendore delle stesse opere di Cristo. Fedeli alla voce dello Spirito ed alla Chiesa, i santi sono strumento efficace della Grazia che rende attuale nei secoli la cura del Padre celeste verso i suoi figli.

Un esempio fulgido di tale santità, di amore verso Dio e verso il prossimo, è stato ed è ancora ai nostri giorni, San Francesco da Paola, Eremita e Taumaturgo, Fondatore dell'Ordine dei Minimi. Il 2 Aprile del 1507, Venerdì Santo, chiudeva il suo pellegrinaggio terreno. Era nato a Paola (CS) il 27 Marzo 1416.

Già votato al Signore dalla più tenera età, vestito il saio di Francesco d'Assisi ad appena dodici anni, dopo il pellegrinaggio sulla Tomba di Pietro si dispose a condurre vita eremitica nei pressi della natia Paola, dove, raggiunto dai primi discepoli e compagni, nel 1435 diede origine all'Ordine dei Minimi, ottenendone l'approvazione definitiva da Papa Sisto IV, il 27 Maggio 1474.

Fondato a Paola il primo convento, il diffondersi della sua fama di santità lo portò ad essere richiesto in tutta la Calabria e fino in Sicilia, alle cui coste approdò prodigiosamente facendo vela sul suo mantello, e a Milazzo, dove, con le sue stesse mani, edificò la Chiesa ed il Convento che oggi gli sono intitolati.

Inflessibile alla presenza del Re di Napoli, lo richiamò ai suoi doveri di sovrano nei confronti del popolo che egli vessava con tasse ed angherie. Nel 1483, inviato da Papa Sisto IV a Plessis lès Tours presso il Re di Francia Luigi XI, perché si adoperasse per la guarigione del sovrano, Francesco ne ottenne la conversione. Rimase in Francia sino alla morte, che lo colse alla venerabile età di novantuno anni. La fama di santità che lo accompagnò in vita, ne determinò la rapida ascesa agli ono­ri degli altari, ad opera del Papa Leone X il 1° Maggio 1519.

La devozione al Santo Eremita Francesco attestata nella nostra terra di Sicilia e nel suo generoso popolo ininterrottamente. San Francesco è riconosciuto come modello di penitenza non fine a sé stessa, ma orientata a produrre nell'uomo la consapevolezza che solo Dio è l'unico vero Bene, di cui nessuna creatura può fare a meno.


Con la rinuncia al godimento dei beni continua a farlo ai nostri giorni, in cui l'uomo terreni San Francesco ha insegnato, e continua a farlo ai nostri giorni, in cui l'uomo è privato del suo stesso spirito e abbandonato al relativismo morale, che la vera sapienza consiste nel riporre l'incondizionata fiducia solo in Dio, da cui viene ogni bene e la salvezza per l'uomo.

La preghiera, alimento e soffio vitale credente nel cammino verso la santità, è in Francesco esigenza vissuta sin dalla più tenera età. Disponendosi a vivere in atteggiamento orante, tutto proteso verso l'Assoluto, Egli ha rinsaldato la sua fede come un albero rigoglioso, che non teme le tempeste degli assalti del maligno.

Riponendo la massima venerazione nella Famiglia di Nazareth, Francesco si è fatto portavoce autorevole di un accorato appello all'unità della famiglia e si è adoperato per la sua integrità, non mancando di indicare nella preghiera il sostegno più efficace e il rimedio ad ogni difficoltà. A Maria, Madre dolcissima, egli si affida, esortando tutti a sperimentare l'abbraccio amorevole della più tenera tra le madri. Il motto "Gesù e Maria" lo ha accompagnato per tutta la vita.

E' viva nel nostro popolo una grande de­vozione al Santo taumaturgo Francesco da Paola. Ad imitazione di Cristo egli risana i malati, ridona la vista ai ciechi, richiama i morti a vita. Comanda alla natura, ed essa, docile come di fronte al Creatore, obbedisce. Nella mirabile serie di prodigi compiuti per sua mano, il Signore afferma la ricchezza della sua potenza che si estende in chi veramente opera la sua volontà, facendosi tralcio fecondo della Vite divina.

Francesco dimostra concretamente il miracolo di cui ciascuno si può fare portatore, attraverso il rifiuto della violenza dello sfruttamento e della sopraffazione in qualunque forma essi si possano mani­festare.

La Carità, altro elemento fondamentale vita di Francesco, sta all'origine di ogni suo gesto a favore dei fratelli. Egli ancora oggi, come e più di ieri, con.il suo esempio è un forte richiamo perché ciascuno, secondo le proprie competenze e responsabilità, si prenda cura di chi, meno fortunato per salute, condizione economica o sociale, è più bisognoso dell'amore dei fratelli.

Nell'impegnativo cammino verso l'attuazione della Carità di cui Francesco si fa modello, un ruolo di primaria importanza è assunto dalla conversione, esigenza e pratica quotidiana, che piega l'umile come il potente a scoprire la logica della "follia della Croce" come l'unica via percorribile per la salvezza.

Nel celebrare il V Centenario della nascita al Cielo di San Francesco da Paola ci uniamo ai suoi figli, i Frati Minimi, per esultare di gioia con loro per un così grande esempio di santità, e invitiamo tutte le Comunità ecclesiali della nostra Sicilia ad ammirare i fulgidi esempi che, ancora ai nostri giorni, vengono da San Francesco, riscoprendo il suo attualissimo esempio di vita cristiana, felice sintesi tra Vangelo e vita, con l'auspicio che nelle nostre Chiese particolari fiorisca la santità di vita di quanti le compongono e la testimonianza del Signore risorto speranza del mondo.

Con ogni benedizione del Signore. I VOSTRI VESCOVI
2 Aprile 2007
V Centenario della morte di San Francesco da Paola

San Francesco da Paola, Patrono Principale in perpetuo della Sicilia

II 23 Marzo 1630 il Papa Urbano Vili concesse di attribuire a San Francesco da Paola il titolo di Patrono Principale della Sicilia, con tutte le prerogative dei Patroni Principali.
Il Papa Clemente XII, il 6 Settembre 1738 approvava e confermava l'elezione di San Francesco da Paola a Patrono Principale della Sicilia.
Il Decreto fu pubblicato il 12 Settembre 1738, e il 18 Marzo 1739 lo stesso Sommo Pontefice stabilì che a San Francesco da Paola, eletto Patrono Principale della Sicilia, fosse tributato il culto speciale dovuto ai Patroni Principali, nonostante fosse già venerata come Patrona anche la SS. Vergine Immacolata.
Inoltre, sempre il Papa Clemente XII, il 15 Luglio 1739, confermò il privilegio del Patronato Principale in perpetuo di San Francesco da Paola sulla Sicilia, parimenti all'Immacolata, e ne fece "Precetto a tutti i Cristiani della Sicilia e a quelli che sono tenuti alla recita quotidiana del Divino Ufficio, di recitare l'Ufficio di San Francesco con l'ottava e a celebrare la S. Messa con l'ottava".